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October 22 21-10-07Domenica mattina. Sento la sveglia suonare e scatto in piedi senza nemmeno stare a rivoltarmi nel letto. Sono le 7, per me è l’alba. Sbircio fuori dalla finestra e vedo che il mondo è ancora avvolto nella penombra. Inizio a prepararmi l’attrezzatura, voglio che tutto sia assolutamente pronto e perfetto, e soprattutto non devo dimenticarmi nulla. Provo le lampade, controllo reel, spool e tutti gli altri aggeggi che mi porterò dietro. Ripiego muta e sottomuta e finalmente sono pronta per partire. Esco di casa e rimango per un attimo stordita dal freddo. Rabbrividisco, e penso che ormai l’inverno è proprio arrivato. Mentre guido verso casa di Claudio ritorno con la mente alla mia estate, tutto sommato mi sono divertita, e ho fatto parecchie ore di acqua, che in un modo o nell’altro mi torneranno utili, sorrido al ricordo delle varie situazioni che ho vissuto laggiù, ma non posso che pensare che il tipo di acqua che mi interessa inizierò a farlo ora. Lago, e tanta, tanta, tanta grotta. Arrivo da Claudio, carichiamo l’attrezzatura nella sua auto e via verso al luogo d’appuntamento. Lungo la strada come al solito parliamo del più e del meno mentre osserviamo il paesaggio cambiare, mano a mano si scorgono le montagne, e gli alberi con i cangianti colori dell’autunno si stagliano verso il cielo terso. Si, sarà una giornata grandiosa. Intanto cerco di immaginare come sarà andare in acqua con questo personaggio con cui abbiamo appuntamento, sono certa che avrò molto da imparare, e in cuor mio spero di essere all’altezza della situazione. Si, è vero, sott’acqua non bisogna dimostrare nulla a nessuno, però ci tengo a fare buona impressione. Arriviamo al parcheggio, scendiamo dall’auto e mi accendo una sigaretta. Mi metto a saltellare per scaldarmi, qui è ancora tutto in ombra, e il freddo si fa sentire. Mi metto a curiosare tra l’attrezzatura degli altri sub, rabbrividisco, e questa volta non per il freddo, accorgendomi che scenderanno in umida e con il mono. Dovrebbero regolamentare l’accesso, ma effettivamente…. Come? Dopo pochi minuti ecco arrivare la nostra guida, ci salutiamo cordialmente e subito inizio a tempestarlo di domande sull’attrezzatura, configurazione e qualsiasi altra cosa mi viene in mente. Lui risponde sorridente e decidiamo il tipo di immersione da fare e che deco seguire. Trasportiamo l’attrezzatura sulle sponde del laghetto, l’acqua promette bene. Sbircio l’attrezzatura della mia guida e sono troppo contenta nel notare che non si distanzia di molto dalla mia. Finalmente non sono l’unica a scendere con due rubinetti destri montati sul bibo!!! Mi spiega poi che tipo di bombole si porterà dietro, avrà una decompressiva di ean50 che lascerà a 21mt, e un’altra bombola di trimix che si porterà sempre al fianco. Io avrò una boccia da 7l caricata ad ean50 che lascerò anch’io al dente e recupererò al ritorno. Finiamo di prepararci con calma e nel frattempo arriva un altro amico, questa volta è qui a secco. Ci da una mano a vestirci e si informa sul tempo che passeremo sotto. Un’ora circa. Finalmente siamo tutti pronti a partire, iniziamo la discesa e….. c’è qualcosa che non va. La stagna non si gonfia…. Porca miseria, che cavolo è successo ora?? Cerco di capire qual è il problema, ma ovviamente la soluzione è sempre la più semplice: ho scordato di collegare la frusta. Ecco, perfetto. Mi sento un’idiota, specialmente quando se ne accorge la nostra guida e ci pensa lui a risolvere l’inconveniente. Evvabbè….. figuraccia fatta, ora però inizia davvero l’immersione. Arriviamo al dente e ci liberiamo delle decompressive, uno scambio di ok e seguiamo la sagola bianca illuminando il mondo che ci circonda. In breve siamo al jump, la nostra guida ci fa notare come si divide la sagola e dov’è l’uscita, deposita una piccola torcia perché ci possa illuminare anche dall’alto la direzione da seguire. Prendiamo la sagola di sinistra e risaliamo per qualche metro. Ci ero stata solo un’altra volta in quel punto, ma non avevo avuto la possibilità di godermelo fino in fondo per via dei piani che avevamo in mente per quella immersione. Vedo il nostro nuovo amico che illumina qualcosa e mi chiede l’ok, mi avvicino ma non capisco….perché illumina la sospensione? Poi avvicina una mano, e mi rendo conto che quella non è sospensione, ma un gamberetto di dimensioni piccolissime. Sorrido e rispondo con l’ok. Gironzoliamo ancora li attorno, mi fa vedere una piccola nicchia d’aria dove ci sta giusta giusta una mano, mi mostra come si dividono le sagole e mi fa capire che è importantissimo memorizzare qual è la direzione giusta da seguire in caso di emergenza, e di non allontanarsi mai dal filo. Claudio presto raggiunge il suo terzo, quindi ci fa segno che esce, scambio di ok e lo salutiamo. Io e lui rimaniamo ancora a gironzolare li intorno ad ammirare le curve e le insenature che ha creato l’acqua in secoli di pazienza. Lo osservo muoversi e stare sospeso nel liquido con una scioltezza e confidenza che ho visto soltanto nel mio istruttore. Dopo qualche minuto gli faccio segno che anche io ho esaurito il mio terzo, così ci avviamo verso l’uscita, e in prossimità dell’ingresso ci portiamo sulla parete opposta, vorrei rimanere ancora laggiù, ma il freddo si fa sentire e la deco continua a salire. Recuperiamo le bombole, io all’inizio nemmeno avevo intenzione di usare la mia, ma lui mi fa notare che è meglio usarla visto che ce l’ho, gli do l’ok e faccio il cambio gas, anche se ormai sono più su dei 21mt. Tanto avevamo deciso di seguire la deco che mi avrebbe dato il computer per evitare di mandarlo in blocco. Facciamo uno stop a 9mt, uno breve a 6 e poi via a 3mt dove mi metto a giocare con un piccolo abitante del laghetto. Faccio un giro avanti e indietro per scaldarmi un po’, poi mi metto pancia all’aria e sto incantata a guardare i colori dell’autunno attraverso lo specchio d’acqua. Wow, che immersione!! Trascorriamo gli ultimi minuti ognuno con i propri pensieri, io ancora al settimo cielo e con gli occhi pieni delle meraviglie che ho visto la sotto. Finalmente possiamo riemergere, e una volta fuori mi sbrigo a spogliarmi e a infilarmi nei miei vestiti caldi. Poi su e giù per portare l’attrezzatura, chiacchiere tranquille, e via tutti in birreria….. e al calduccio davanti a un piatto di gnocchi e a una bella birra si raccontano avventure già vissute, e tante altre ancora da vivere. Eh si…. che gran sognatori i subacquei!
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