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    November 28

    12/10/04

                                                                                                                                                      12/10/04

     

    E ormai anche l’autunno è arrivato, lasciandosi definitivamente alle spalle i rumori e le risate dell’estate.

    C’è odore di freddo nell’aria e la nebbia del primo mattino avvolge i campi nudi come un sudario. Le foglie ingialliscono e si staccano in silenzio dai rami danzando dolcemente con il vento, prima di toccare terra e lasciarsi morire, costruendo loro malgrado un cangiante tappeto che si sgretola ad ogni passo di ogni persona ignara e distratta.

    Ed io cammino in silenzio, con la musica nel cuore e nelle orecchie, con le mani ghiacciate al riparo nelle tasche e la brezza che mi accarezza e mi arrossisce le guance.

    Mi chiedo dove sto andando. Ma è la solita vecchia storia alla quale non si può trovare né conclusione né risposta.

    Il giorno ormai sta morendo, e man mano che il buio avanzerà faranno capolino le stelle. Stelle gelide e luminose che inargenteranno questa notte di metà ottobre.

    C’è odore di legna, stanno facendo roghi li fuori. Odore familiare. I ricordi si accavallano nella mente, senza però tramutarsi in parole.

    Bene, tramonto insanguinato e stella della sera, vi mando i miei saluti, e se vi avanza tempo, leggete nel mio cuore, come io sto cercando invano di leggere nel vostro.

    November 22

    03/11/06

                                                                                                                    03/11/06

     

    Era da tanto che non mi ritrovavo alla fine di una notte insonne senza sapere che fare dei miei pensieri, con la voglia dopo molto, molto tempo di scribacchiare le mie solite sciocchezze che balenano dal cuore alla penna, senza mai passare per la testa.

    Ed eccomi qui quindi, tra le montagne di oggetti nella mia stanza, tutti con una storia alle spalle, che comunque ora non mi va di raccontare.

    I miei occhi ritornano sempre li fuori, oltre la finestra su cui siedo, a guardare novembre, i sottili preludi al misterioso malinconico novembre.

    Corridoi del tempo si allungano davanti a me, e tutto quello che fa la notte alla fine della strada è aumentare la distanza tra me e il mondo. Ed è bene che sia così, per questa notte ho solo voglia di starmene appollaiata quassù con le dita sporche d’inchiostro e graffite e una sigaretta tra le labbra.

    Finalmente mi basta questo. E sono felice nel sentirmi straziare il cuore alla vista dell’Orsa, che se ne sta li morbida come una pugnalata nel mezzo di quel nero malinconico che lentamente muta in cobalto, e che pulsa, come l’amore.

    Ora chiudo. Voglio godermi questi ultimi istanti prima dell’alba, ascoltando il rumore costante del Silenzio che taglia il mondo come un diamante che rivela il segreto che tutto è solo una pura e dolcissima illusione.