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June 30 20/06/0720-06-07
Serata strana…. Ho mal di testa e mi si chiudono gli occhi, eppure non mi va di addormentarmi, non ancora almeno. Sono da poco tornata da una passeggiata nei campi, mi piace sgattaiolare fuori di nascosto mentre gli altri dormono. Apro la porta senza far rumore e mi levo i sandali. Scavalco il cancello tenendo gli occhi fissi sulle finestre per controllare l’eventuale accendersi di qualche luce. Atterro sull’asfalto ancora caldo dal sole della giornata, mi rimetto le ciabatte ai piedi e mi incammino verso la fine del vicolo. Svolto a sinistra e sento il latrato confuso di qualche cane insonne, continuo a camminare con le mani nelle tasche, non c’è un alito di vento. Arrivo al mio solito posticino, tolgo i sandali un’altra volta, prendo un po’ di rincorsa e salto il piccolo fosso. Questa volta i miei piedi atterrano sull’erba secca. Mi avvio scalza verso la fine del campo calpestando la terra dura, e la sento calda sotto ogni mio passo. Finalmente mi allontano dalle odiose luci gialle dei lampioni, e arrivo al fiumiciattolo che scorre placido dividendo il podere. Mi siedo sul muretto e mi accendo una sigaretta. Guardo in alto e cerco di scorgere le stelle… riconosco quella che sembra essere l’Orsa Maggiore, seguo con gli occhi il suo profilo e poco oltre… niente Stella Polare… vuoi vedere che sto ammirando il “finto” grande carro con il manico che non punta a nord? Sorrido. Poso la schiena sul muretto e resto distesa in silenziosa contemplazione di un cielo di metà giugno. Conto le poche stelle che brillano lassù. Mi chiedo se i miei sogni siano finiti in prestito in uno scrigno contenuto in qualcuna di quelle deboli fiammelle lassù, visto che dentro di me non ci sono più. Mi accendo un’altra sigaretta e gioco a fare gli anelli di fumo. Mi godo il canto dei grilli e il richiamo di qualche rospo che brontola fuori dall’acqua. Nell’aria odore di erba e di terra. Poi mi metto di nuovo a sedere e tiro un sasso nel fiumiciattolo e immagino mondi segreti e nascosti dentro a quelle acque scure e fangose. Sorrido. Nonostante tutto il liquido mi attira ancora, e la voglia di scendere si fa sentire. Odo il rumore di un tuffo poco distante, si deve essere immersa una rana nel suo piccolo regno di giunchi, acqua e insetti. Mi alzo stiracchiandomi e guardando il cielo, una stella cadente attraversa la notte in un rapido istante. Chiudo gli occhi e penso intensamente al mio desiderio. Stringo forte i pugni e scalcio una pietra. Mi accendo un’altra sigaretta e con i sandali in mano mi riavvio verso casa… chissà se il mio desiderio verrà esaudito questa notte… |
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