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    September 29

    26 agosto 2002

    Lunedì 26/08/02

    Sono tornata a casa dal mare qualche settimana fa, e continuo a pensare a Cristiano e al programmino che aveva in mente: starsene sdraiato in piscina a prendere il sole bevendo birra. Ma secondo me non lo farà mai, non è proprio il tipo che fa passare così le sue giornate… lo immagino più facilmente su una tavola da surf con la vela tra le mani, il vento alle spalle e la mente sgombra da ogni pensiero… "Benvenuta nel mio regno" diceva.

    Ora che sono tornata a Padova, la vecchia solitudine è tornata ad infrangersi contro i miei scogli, i miei amici sono ancora in vacanza, e così mi ritrovo a passare le giornate seduta sulla finestra della mia stanza ascoltando musica e leggendo libri, e chiudendo gli occhi immagino di trovarmi in qualche lontano orizzonte.

    Qualche volta me ne vado in centro, passeggio tra le vie semideserte di una città che conosco a memoria, e penso a quanti giorni mancano all’inizio della scuola….voglia di ritornare in quelle aule grigie: zero! Probabilmente passerò un altro anno appesa in uno stato di eterna incoscienza, studiando solo quello che mi interessa, leggendo libri e scrivendo storie di nascosto durante le ore di lezione. Il punto è che trovo molto più interessante la Vita, e quella non te la insegnano…

    Di notte me ne vado a letto tardi dopo serate di bagordi, mi distendo sotto le lenzuola e tendo l’orecchio, quasi in attesa di sentire il rumore del mare… lo riuscivo a sentire così bene dalla mia stanza… Dio, che nostalgia di Cristiano e della Puglia… mi mancano tanto i nostri discorsi su tutto o su niente, i silenzi pieni di parole, i baci e le carezze, e le sigarette fumate di nascosto mentre lo aiutavo a pulire la vela in attesa che dicesse qualcosa di incredibilmente dolce…

    …Me ne rendo conto solo adesso, questa pagina non ha né capo né coda, ma i pensieri che mi balenano nella testa sono così tanti… Così ora chiuderò questa strampalata testimonianza, e me ne andrò a fantasticare da qualche parte, magari all’ombra di un grosso albero, tranquillamente, con i miei progetti, e non faccio voti e non aspetto niente, ma amo ogni cosa.

    23 luglio 2003

    23/07/03

    Questa sera dopo l’ultimo sorso di Havana Cola e un altro tiro di sigaretta mi sono avviata verso la spiaggia. Ho tolto i sandali e mi sono seduta sulla riva facendomi bagnare i piedi dall’acqua salata che è così sorprendentemente tiepida a contatto con la pelle. Ed è meraviglioso starsene sulla sabbia con taccuino e matita tentando di annotare i suoni delle onde che poco più a sinistra schiaffeggiano timidamente alcuni scogli che sorgono da un’insenatura come forme astratte avvolte nel sudario del mare, città d’alghe galleggiano su e giù e si riesce a vedere il loro sguardo placido nella luce notturna della spiaggia. Alla mia destra la luna se ne sta li ferma ad aspettare soltanto che qualcuno la guardi e le mandi i suoi pensieri meravigliandosi ancora una volta per la sua perfezione. Il suo riflesso arancione viene portato su e giù dal mare che sembra così cupo in una notte nera come l’inchiostro.

    L’universo sembra sospeso in un attimo di quiete come una goccia di rugiada sul becco di un uccello. Mi alzo per fare due passi e per allontanarmi da quelle odiose luci dei lampioni che gli uomini hanno creato per illuminare il loro buio.

    E in un cantuccio tranquillo, al riparo dagli occhi del mondo, coperta dal mantello della notte ho alzato lo sguardo per vedere lo splendore delle stelle, quelle stelle che nel Sud, nelle notti buie sono lacrime d’avorio tra miliardi di altre, la via lattea di luglio come caramelle d’argento, veli di cristallo nell’immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo.