vale's profileVALEPhotosBlogLists Tools Help

Blog


    September 24

    24-09-07

    Lo spettacolo delle montagne che compaiono all’improvviso è sempre suggestivo. Adoro questa strada che ormai conosco a memoria. Fisso le cime lontane illuminate dal sole, cerco di indovinare qual’è il Grappa e mi perdo nei ricordi legati a quel monte. Abbasso il finestrino e allungo una mano fuori. L’aria frizzante mi fa salire un brivido lungo la schiena. Claudio dal posto di guida dice qualcosa riportandomi alla realtà. È buffo pensare che quando ho iniziato a muovere le pinne con lui non avrei mai e poi mai immaginato di arrivare a tuffarmi nelle grotte, con la voglia sempre più incalzante di vedere cosa c’è dopo quel fatidico angolino che diventa come l’orizzonte: si sposta costantemente in avanti.
    Finalmente arriviamo al parcheggio. Scendiamo con calma e iniziamo a scaricare l’attrezzatura dalla macchina. Mi avvio su per i gradini e tra i cortili delle case con il bibo e la sacca della stagna. Mi fermo a salutare gli abitanti che scherzando ci informano che nel laghetto non c’è più acqua. Ridiamo e proseguiamo il viaggio. Passiamo tra le vigne invasi dal profumo dell’uva e storditi dall’abbaiare di un cane a catena. Ci affacciamo per vedere il lago... non sembra nulla di buono.
    Scendiamo lungo il sentiero facendo attenzione ad ogni singolo passo, fare un volo da li con il bibo in spalla non sarebbe un buon inizio di giornata. Finalmente arriviamo giù. Guardo l’acqua con sempre meno convinzione, poi guardo Claudio che sbuffa con aria rassegnata. Prendo un sasso e lo tiro al centro del lago, lo osservo scendere per 10cm, poi più niente, solo le onde che si allargano verso le sponde smuovendo le foglie morte in superficie. Bhè, ormai siamo qui e si prova. Male che vada si resta a mollo nell’acqua putrida sul fondo.
    Finiamo di portare giù la roba e ci vestiamo. Claudio avrà il suo 9+9 e io il mio 12+12 mezzo scarico (110 bar per bombola) e per sicurezza una bombolina da 5l in acciaio.
    Finiamo i preparativi in silenzio. Guardo la superficie immobile dell’acqua e sorrido alla vista di una libellula che si posa delicata su una foglia, bhè, ora è il momento di concentrarsi. Un piccolo passo in avanti e sono in acqua accanto a Claudio. Accendiamo le torcie sul caschetto e quelle principali. Un cenno di assenso e scendiamo affiancati. Finalmente troviamo la sagola bianca che riusciamo a scorgere solo per circa un metro prima che si perda nel nulla. La mia delusione cresce sempre di più, era da mesi che sognavo di ritornare quaggiù, poi finalmente vedo qualcosa, sorrido con in bocca l’erogatore, dai 15mt si scorge già il fondo. Uno scambio di ok e scivoliamo sicuri verso l’ingresso. La bombola al fianco mi da un fastidio incredibile, continuo a pensare a quanto è più comoda addirittura una 9l di alluminio, che dovrei parlare a Claudio del fatto di rendere neutra quella cosa in qualche maniera (legno ad esempio), poi mi sento già le prese per i fondelli dei miei istruttori UTR se mi vedessero conciata in questa maniera. Mi fermo un attimo poco dopo l’ingresso per il cambio erogatore e inizio a prendere seriamente in considerazione l’idea di mollare li la bombola e tirarla su al ritorno, ma abbandono subito l’iniziativa. Ci inoltriamo di qualche metro e rimango sempre più piacevolmente sorpresa della visibilità che migliora. Non è certo il massimo, ma non ci si può lamentare. A 30mt mi giro indietro verso l’ingresso. Sembra di trovarsi nella bocca di un animale antico più del mondo e di scivolare silenziosamente nel suo ventre gelido. Poco dopo l’ingresso è ormai invisibile e ci ritroviamo inghiottiti dalle tenebre, e in questa situazione non riesco mai a resistere alla tentazione di oscurare la torcia. Spengo le luci sul casco e mi punto contro il petto la lampada..... wow..... solo il silenzio rotto dal gorgoglio delle bolle. Chiudo gli occhi per un istante e ho la sensazione di fondermi con l’acqua stessa..... non c’è altro posto al mondo che ami e in cui mi sento a casa più di questo. Finalmente riapro gli occhi e vedo lo sguardo perplesso di Claudio che mi chiede se è tutto ok. Riaccendo le luci e gli sorrido. Cambio erogatore e proseguiamo la nostra passeggiata. Appena torniamo a vedere l’ingresso ci stacchiamo di qualche metro dalla sagola e esploriamo la parte opposta della grotta. Guardiamo in ogni buco e ammiriamo le sculture che l’acqua ha modellato in secoli di silenzioso e paziente lavorio. Ormai è ora di uscire. Le mie scorte di gas calano e non ho alcuna intenzione di respirare dalla bombola da 5l. Iniziamo la risalita e presto ci ritroviamo avvolti dalla sospensione. Ci fermiamo un attimo all’altezza della Madonnina ad ammirare le nostre bolle che escono dalla grotta e salgono verso l’alto. Sembra una nevicata al contrario! Ci portiamo finalmente in quota deco e facciamo qualche esercizio di svuotamento maschera, togli e metti caschetto finchè non trascorrono i minuti che ci separano dal sole. Riemergiamo con il sorriso sulle labbra e con le mute puzzolenti con qualche alga di troppo.
    Eh si. Sono proprio tornata a casa.