| vale's profileVALEPhotosBlogLists | Help |
VALE |
|||||
|
|
February 12 NOVITA'!!!!Si effettuano corsi UTR:
Open Water Scuba Diver
Advanced Scuba Diver
Rescue Diver
Deco Deep Diver
Nitrox Diver
Specialità Varie (Wrek, Night, Dry Suit, etc...)
Assistant Instructor
Assistant Nitrox Instructor
Per info: scubaworld@hotmail.it
Cell: 3486604654 November 10 Attività!!!!Ho iniziato ad organizzare immersioni guidate in alcuni ambienti di acqua dolce, in pratica quelli che trovate nelle foto e nei racconti... in particolare al Lago di Tovel (bellissima immersione in quota!!) e al torrente Astico!!!
Se siete interessati contattatemi pure!
skype: vale ste September 01 Corso Cave nel Lot (Francia)Arrivo a destinazione a Marcilhac Sur Cele il sabato sera dopo circa 12 ore di auto, sono a pezzi!! Monto la tenda in poco tempo e aspetto il gruppetto del corso precedente che è di ritorno dall’ultima immersione. Finalmente arrivano, ci salutiamo, e mentre loro sistemano le attrezzature faccio un giro di ricognizione nel campeggio, il posto sembra davvero bello! Alla sera cena chiacchierando del più e del meno e poi dritti a nanna. La domenica mi sveglio dopo una notte passata quasi insonne… il freddo mi ha fatto compagnia nonostante il sottomuta della stagna che usavo come pigiama! Colazione alle 9, salutiamo gli altri corsisti e rimaniamo solamente noi del nuovo corso e l’istruttore. Controlliamo le attrezzature… incredibile! Per la prima volta la mia va bene (a parte il gav troppo grosso..)! Carichiamo le bombole e ci avviamo al luogo di immersione, Il primo tuffo sarà di ambientamento in una grotta chiamata Ressel. L’ingresso sta sotto qualche metro d’acqua… di fiume! Ci cambiamo sulle sponde del fiume, entreremo in acqua uno alla volta, il rapporto allievo-istruttore sarà uno a uno… meglio di così!! Sarò io la prima ad entrare, l’istruttore è già ad aspettarmi all’ingresso, prima di infilarmi li dentro dovrò fare uno svuotamento maschera, mi inginocchio sul fondo ed eseguo l’esercizio, scambio di ok e si comincia! Procedo con il filo in mano guardandomi intorno e illuminando ogni angolo di quel posto meraviglioso. La roccia bianca riflette a meraviglia la luce delle lampade, osservo dei lastroni sistemati in maniera curiosa sul fondo della galleria, si tratta di massi di lunghezza notevole che sono crollati dal soffitto. Arrivati ad un punto prestabilito eseguo alcuni esercizi per capire il modo corretto di muoversi sul filo, poi il tempo a nostra disposizione si esaurisce, quindi si inizia a tornare verso l’uscita. A circa tre quarti di percorso spengo le luci, ho un po’ di timore all’inizio ma passato il primo impatto mi abituo al buio e quasi mi diverto specialmente quando poi ho la visione dell’ingresso che lascia filtrare la luce del sole… spettacolare!! Finita l’immersione debriefing davanti ad una birra e poi dritti in campeggio. Lunedì mattina si mettono in carica le bombole, ci viene spiegato come si usa il compressore e si iniziano gli esercizi di sagolatura. Passiamo la mattinata a sagolare il campeggio sotto lo sguardo perplesso degli altri ospiti del camping, poi si parte in direzione di un’altra grotta, quella di oggi sarà Trou Madame. Ci si arriva con un breve avvicinamento in un sentiero in mezzo al bosco, poi si percorre il letto asciutto di un torrente fino ad arrivare all’ingresso di un enorme cavernone. Il livello però è piuttosto basso, quindi per giungere all’acqua bisogna camminare dentro alla grotta quasi in ginocchio stando attenti a non inciampare e a non tirare troppe craniate sul soffitto. Il compito di oggi sarà quello di sagolare parte della grotta partendo dalla sagola principale e come al solito ci immergeremo uno per volta. Quando è il mio turno seguo la sagola finchè l’istruttore non mi ferma, dovrò partire da li. Faccio il primo nodo ma… non tiene! Ho un vuoto… non ricordo più come si fa il barcaiolo! Rimango parecchi minuti a provare e riprovare ma niente, non mi esce il nodo che voglio, l’istruttore alla fine decide di darmi una mano, fa il primo nodo, io eseguo il secondo e finalmente iniziamo l’immersione vera e propria. Eseguo un paio di ancoraggi, ma ci metto troppo, quindi lui mi fa vedere la maniera giusta per farli e come dare tensione al filo nel modo corretto, i manometri però ci impongono di tornare indietro, recupero il filo ed esco dalla grotta un po’ delusa per la prova non andata proprio a buon fine. Il resto del pomeriggio lo si trascorre a far pratica con i nodi e a riesaminare gli errori dell’immersione appena fatta. Martedì altra immersione a Trou Madame, il compito è lo stesso del giorno prima, questa volta va decisamente meglio! Eseguo i nodi sul filo principale, poi il primo ancoraggio e via via tutti gli altri. Ho però difficoltà a scegliere l’ancoraggio migliore e il nodo più adatto a bloccare il filo. Devo imparare anche a dare più tensione alla sagola, e l’istruttore mi fa vedere pazientemente ogni mio errore e lo corregge. Questa volta andiamo un po’ più avanti con la progressione e sbuchiamo in una bolla d’aria respirabile, mi guardo intorno affascinata dall’ambiente in cui mi trovo. Tornando indietro recupero il filo appena steso e ho anche un po’ di tempo per gustarmi la grotta: spuntoni di roccia scura striata di nero che vengono fuori da tutte le parti, lo scenario è davvero suggestivo!! Mercoledì dopo aver caricato le bombole ci si dirige verso un’altra grotta: Cabuy. Questa volta si effettuerà soltanto un giro di piacere tutti quanti insieme. L’accesso è da un laghetto dall’aria poco invitante. In superficie l’acqua è stagnante con alcuni tronchi che galleggiano e la fioritura delle alghe rende l’acqua gialla-verdognola. Nei primi metri non si vede assolutamente nulla, la visibilità è pessima, man mano che si scende però la situazione migliora notevolmente e finalmente l’ingresso è ben visibile davanti a noi. Entriamo tenendo la sagola in mano e illuminando l’ambiente circostante, grossi massi gialli si fanno spazio sul fondo della galleria che ha delle dimensioni davvero notevoli. Presto raggiungiamo il terzo di aria a nostra disposizione, quindi riprendiamo la via del ritorno. La sosta di sicurezza la facciamo nel laghetto avvolti dalla “nebbia”. Giovedì iniziano gli esercizi con la maschera oscurata. Quello di oggi sarà la ricerca del filo, ci viene spiegato come fare, e dopo un accurato briefing ci avviamo verso Ressel per mettere in pratica il tutto. Entro in grotta abbastanza sull’agitato, mi preoccupa un po’ l’idea di trovarmi in grotta senza vedere assolutamente niente!! Arrivati ad un punto preciso della galleria l’istruttore mi ferma, mi oscura la maschera e mi porta in giro per la grotta finchè lascia la presa e mi ritrovo a cadere sul fondo. Mi lascio cadere e cerco un ancoraggio, dopo qualche minuto trovo un sasso, provo ad annodarci il filo, ma niente da fare, non tiene. Quando finalmente l’istruttore mi aiuta a trovare un punto adatto a fissare la sagola inizio a svolgere il filo dal rocchetto tastando la grotta palmo a palmo, ma ben presto faccio casino e mi impiglio prima sulle torce del baschetto, e poi sulle pinne! Il tempo a disposizione purtroppo è terminato perciò non resta altro da fare che riavvolgere il tutto e tornare verso l’uscita. Quando sono quasi fuori mi trovo davanti alla maschera una piccola monolistra, ci gioco per un po’ e poi finalmente esco… Il pomeriggio dopo il debriefing lo passiamo a provare a secco un altro esercizio da svolgere con la maschera oscurata: il demelage, ovvero il liberarsi dal filo principale se questo ci impiglia senza tagliare la sagola. Venerdì si torna a Ressel a provare questo esercizio. L’istruttore mi ferma, ci allontaniamo di poco dalla sagola principale e prepara il “campo” per questa prova. Finito di impigliarmi mi oscura la maschera e inizio a trafficare per eseguire le manovre giuste per liberarmi… ci impiego un bel po’ e quando finalmente ho finito ed è ora di dare l’ultimo taglio confondo i fili e taglio quello principale. Resto li allibita e arrabbiata con me stessa, lui mi toglie la camera d’aria dalla maschera e mi fa uscire dalla grotta. Sabato giro di piacere a Landenouse, una grotta davvero bellissima con un unico difetto: l’ingresso!! Per arrivare all’acqua bisogna fare un passo del gigante con tutta l’attrezzatura in spalla da un altezza di circa 3 metri! Oppure scendere per una scaletta tipo quelle da muratore in ferro attaccata al bordo della vasca in muratura. Ci impiego un bel po’ a decidermi di saltare stando li a fissare l’acqua con tutta l’attrezzatura addosso. Finalmente salto, guardo sopra e già mi preoccupo per il ritorno! Iniziamo l’immersione e la grotta è a dir poco spettacolare! Bisogna fare attenzione a come ci si muove a causa dell’argilla che è depositata sul fondo e sulle pareti. Seguo la sagola bianca che entra nella montagna godendomi gli scenari che mi si presentano davanti agli occhi. Il panorama è unico!! Il mio compagno di immersione ad un certo punto mi avverte che ha esaurito il primo terzo e desidera rientrare, scambio di ok e ci si gira verso l’uscita. Il rientro sembra più lungo rispetto all’andata, ma ci godiamo lo stesso ogni angolo di questo mondo in cui speriamo di tornare presto. Finita la sosta di sicurezza riemergiamo. Guardo perplessa la scala che conduce fuori dal buco, il mio compagno di corso e l’istruttore salgono agili i gradini, io invece sono costretta a togliermi parte dell’attrezzatura, salire con solo il bibo e poi tornare in acqua a prendere il resto. E ce ne è voluto di tempo per convincermi a tornare li dentro!!! La settimana di corso ormai si è conclusa. Ripenso ai miei errori e a quello su cui devo lavorare una volta tornata a casa. Dovrò ripetere alcuni esercizi, avrò tempo per rivederli e capire per bene come eseguirli nel modo corretto. Le cose che ho imparato sono moltissime, ora sicuramente i miei giretti in grotta li affronterò con più sicurezza e consapevolezza.
April 10 05-04-08
“Chicchirichì!! Mi sveglio di soprassalto cercando di capire perché un gallo sta cantando nella mia camera da letto di mattina presto, ma dopo una frazione di secondo mi rendo conto che si tratta della sveglia del cellulare, quindi cerco a tastoni il telefono e spengo l’animale. Resto qualche minuto al buio in uno stato di semi incoscienza, poi finalmente mi decido ad alzarmi dal letto. Apro le finestre e rabbrividisco con l’aria fresca del mattino. Sbadiglio e mi avvio verso la cucina: necessito di caffè! Dopo una buona dose di caffeina, scendo in garage e carico l’auto con tutta l’attrezzatura di cui avrò bisogno e mi dirigo verso casa di Claudio. L’appuntamento è li per le otto. Arriva anche un altro ragazzo, un suo allievo del corso speleo, ci presentiamo e cerchiamo di far stare tutte le attrezzature nella povera Pegeout che sembra esplodere da un momento all’altro. Scambiamo qualche parola lungo la strada, più che altro discutiamo di progetti futuri e di luoghi che ci piacerebbe visitare. Poi ognuno si immerge nei propri pensieri, osservo le montagne che ormai mi sono familiari così come i prati e le case li attorno. Il tempo peggiora un po’ e dei nuvoloni si fanno largo minacciosi nel cielo terso. Subito mi assalgono brutti ricordi legati a quel luogo e alla pioggia, ma li allontano velocemente con una scrollata di spalle. Aspetto questo giorno da mesi e voglio godermi l’immersione senza paranoie di nessun tipo. Finalmente arriviamo e li c’è già l’altro allievo di Claudio che ci aspetta, fatte le dovute presentazioni mi infilo gli scarponi da montagna, mi carico il bibo sulla schiena e mi avvio a passo spedito lungo il sentiero. Quando sono ai piedi del laghetto mi rendo conto che l’acqua è a dir poco spettacolare e riesco persino a vedere la sagola dalla riva, ma il livello è piuttosto alto e la spiaggetta è completamente sommersa. Trovo un posticino che sembra comodo per l’ingresso e appoggio li le bombole. Dopo tre giri sono pronta ad entrare in acqua. Claudio avrà da fare con il suo corso perciò formeremo due gruppi indipendenti: lui farà l’immersione con i suoi allievi e io… per conto mio! Mentre i ragazzi del corso discutono dei dettagli io faccio gli ultimi controlli. Caschetto ok, valvola di carico della stagna ok, erogatori ok, torcia ok, decompressiva… ni… la porterò dalla parte destra, non ci sono abituata ma mi ritrovo con una frusta che non è abbastanza lunga da passare attorno al collo e quindi non posso fare diversamente. In più sono tutta sbilanciata da una parte per via dei piombi extra da mollare lungo la sagola, ho cambiato sottomuta e non vorrei trovarmi troppo positiva al rientro. Aspetto che gli altri siano pronti, rapido scambio di ok e scendiamo insieme. Mi libero velocemente dei piombi e subito riacquisto un assetto pressoché decente, nel frattempo gli altri sono andati avanti. Pinneggio con calma per prendere un po’ di confidenza con la decompressiva che ho agganciata sulla destra, ma quasi non la sento… in effetti l’alluminio ha i suoi vantaggi… Me la prendo comoda nel laghetto, arrivo all’ingresso e ho un brivido lungo la schiena… finalmente ci siamo! Accendo le torce sul casco e quella principale, cambio erogatore e metto in bocca il jetstream… si parte!!! Supero il dente e mi lascio avvolgere dal buio, tutto ciò che vedo è la sagola bianca che corre nel nero e le deboli luci dei miei amici in lontananza. Gironzolo intorno ai 35m alla ricerca dell’”ananas” che però non riesco a trovare. Illumino con la torcia la roccia e ascolto il gorgoglio delle mie bolle che sbattono contro la volta e corrono fuori. La visibilità è perfetta. Non resisto alla tentazione di spegnere le luci sul casco e di oscurare la torcia principale, ora sono davvero inghiottita dal buio. Mi giro verso dietro e l’ingresso sta proprio li, un’enorme spaccatura verde smeraldo che segna l’entrata di un mondo magico e misterioso. Sorrido e riaccendo le torce sul casco. Controllo gli strumenti e mi rendo conto che manca poco all’uscita dalla curva e non mi va di fare decompressione da sola perciò risalgo di qualche metro. Con l’ingresso a due colpi di pinna mi allontano dalla sagola e nuoto lungo il lato opposto. Fa sempre uno strano effetto l’ingresso visto da questa angolazione: ora una roccia divide l’apertura a metà dandole la forma di due occhi minacciosi… scatto qualche foto e vedo gli altri ragazzi uscire e avviarsi verso la superficie. Io ancora non voglio andarmene perciò gironzolo li intorno alla ricerca di angoli nuovi da scoprire, nuoto a “delfino”, inseguo le trote, gioco tra i massi, ma quando ne supero uno per poi mettermi a testa in giù ecco che mi entra un po’ d’acqua nella maschera che mi va a finire dritta nel naso. Sbuffo e la svuoto pensando che devo assolutamente sistemare la chiusura del caschetto… a circa 20mt inizio a respirare dalla bombola decompressiva, mi metto pancia all’aria e mi godo lo spettacolo degli alberi che riesco perfettamente a vedere anche da laggiù… mamma mia che acqua!!! Ne approfitto per fare qualche altra foto e infine mi decido a risalire con calma. Recupero i piombi che avevo lasciato a 12mt, di cui comunque non avrò bisogno. Per far trascorrere i minuti di sosta a sei metri mi allontano dalla parete e inizio a nuotare in libera lasciandomi inghiottire dall’azzurro dell’acqua. Da quassù riesco a vedere perfettamente il fondo. È raro trovare un’acqua così bella, è stato proprio un gran colpo di fortuna!! Quando alla fine esco, gli altri hanno già portato la loro attrezzatura alle auto… ma fortunatamente mi danno una mano con la mia, soltanto due giri e finalmente mi tolgo la muta e mi infilo abiti asciutti. Mi siedo esausta sulla panchina del parcheggio… sono proprio stanchissima… ma al settimo cielo! Era da un sacco di tempo che non me la godevo così sott’acqua… il posto più magico del mondo…
|
||||
|
|